Hand Surgery Resource - Vol. 10 Num. 8

Paronichia acuta – riconoscimento e trattamento dell'infezione più comune della mano

Il nuovo aggiornamento di Hand Surgery Resource, risorsa educativa della IFSSH, è dedicato alla paronichia acuta, un'infezione batterica frequente dei tessuti periungueali. Il contenuto approfondisce gli aspetti eziopatogenetici, diagnostici e terapeutici, con particolare attenzione alla distinzione tra forme senza raccolta ascessuale e forme che richiedono un trattamento chirurgico.

1. Eziologia e fisiopatologia

  • La paronichia acuta si sviluppa generalmente nell'arco di pochi giorni in seguito a una soluzione di continuo tra plica ungueale e lamina, spesso causata da onicofagia, pellicine, manicure o microtraumi.

  • Staphylococcus aureus è il principale agente eziologico, seguito da streptococchi e altri batteri. L'onicofagia può favorire infezioni da flora orale.

  • L'infezione esordisce come cellulite e può evolvere in un ascesso della plica ungueale, subungueale o, nei casi più estesi, del polpastrello.

2. Anatomia e fattori di rischio

  • Il perionichio comprende le pliche ungueali prossimale e laterali, l'eponichio, la cuticola e l'iponichio.

  • La paronichia rappresenta circa il 35% delle infezioni della mano ed è più frequente nelle donne.

  • Diabete, immunosoppressione, terapia corticosteroidea, chemioterapia e alterazioni dell'adesione della lamina ungueale possono aumentare il rischio di infezione.

3. Presentazione clinica e diagnosi differenziale

  • I sintomi tipici sono dolore pulsante, eritema e tumefazione a livello della plica ungueale, talvolta associati a secrezione purulenta. La febbre è rara.

  • L'anamnesi evidenzia spesso un trauma periungueale recente, onicofagia o una manicure.

  • È fondamentale distinguere la paronichia acuta da altre condizioni:

    • Patereccio erpetico: presenza di vescicole; il drenaggio chirurgico è controindicato.

    • Felone: dolore e tumefazione prevalenti a livello del polpastrello.

    • Paronichia cronica: decorso protratto, spesso associato all'esposizione ripetuta all'acqua e a dermatite irritativa.

    • Altre diagnosi: onicomicosi, tumore glomico, melanoma, tofo gottoso.

4. Esame clinico e accertamenti

  • L'esame deve stabilire se il pus è localizzato nella plica ungueale oppure al di sotto della lamina, poiché tale distinzione condiziona il trattamento.

  • La diagnosi è prevalentemente clinica. L'eventuale materiale purulento può essere sottoposto a coltura.

  • L'ecografia può essere utile per identificare una raccolta ascessuale; la radiografia è indicata quando si sospettano lesioni ossee, fratture, osteomielite o patologie articolari.

  • Gli esami ematici sono riservati ai casi con sospetto interessamento sistemico.

5. Trattamento conservativo

  • In assenza di ascesso, il trattamento si basa su immersioni in acqua tiepida più volte al giorno e, quando indicato, terapia antibiotica sistemica diretta contro i patogeni più probabili.

  • La scelta dell'antibiotico deve tenere conto del contesto clinico, dell'eventuale onicofagia e della possibile presenza di Staphylococcus aureus meticillino-resistente (MRSA).

6. Trattamento chirurgico

  • In presenza di ascesso, è indicato il drenaggio in anestesia digitale, mediante scollamento della plica ungueale dalla lamina con uno strumento adeguato.

  • L'incisione della plica prossimale va limitata ai casi in cui sia necessaria per drenare la raccolta.

  • In caso di pus subungueale, può essere necessaria la rimozione parziale della lamina sovrastante.

  • Dopo il drenaggio, medicazioni e successivi bagni locali completano il trattamento. L'antibioticoterapia sistemica viene valutata in base al quadro clinico e ai fattori di rischio.

7. Complicanze e prognosi

  • Le possibili complicanze comprendono estensione al polpastrello, osteomielite, recidiva e deformità ungueali.

  • La prognosi è generalmente favorevole, con risoluzione rapida nella maggior parte dei casi.

  • Le evidenze disponibili sono tuttavia limitate: non esistono studi di elevata qualità che definiscano in modo univoco il miglior antibiotico, la tecnica di drenaggio ottimale o il ruolo delle immersioni locali.

8. Messaggi chiave

  • L'eventuale raccolta purulenta guida il trattamento: terapia conservativa nelle forme senza ascesso, drenaggio nelle forme ascessuali e rimozione parziale della lamina quando è presente pus subungueale.

  • Escludere il patereccio erpetico: non deve essere inciso né drenato chirurgicamente.

  • Riconoscere le forme croniche: richiedono un approccio differente, con riduzione dell'esposizione agli irritanti e trattamento mirato.

Individuare precocemente le complicanze: un'estensione dell'infezione ai tessuti profondi o all'osso richiede un approfondimento diagnostico e terapeutico.

​
Il contenuto completo, con immagini anatomiche, schemi diagnostici e tabelle terapeutiche, è disponibile sul sito di Hand Surgery Resource.