Il nuovo aggiornamento di Hand Surgery Resource, risorsa educativa della IFSSH, è dedicato alla paronichia acuta, un'infezione batterica frequente dei tessuti periungueali. Il contenuto approfondisce gli aspetti eziopatogenetici, diagnostici e terapeutici, con particolare attenzione alla distinzione tra forme senza raccolta ascessuale e forme che richiedono un trattamento chirurgico.
1. Eziologia e fisiopatologia
La paronichia acuta si sviluppa generalmente nell'arco di pochi giorni in seguito a una soluzione di continuo tra plica ungueale e lamina, spesso causata da onicofagia, pellicine, manicure o microtraumi.
Staphylococcus aureus è il principale agente eziologico, seguito da streptococchi e altri batteri. L'onicofagia può favorire infezioni da flora orale.
L'infezione esordisce come cellulite e può evolvere in un ascesso della plica ungueale, subungueale o, nei casi più estesi, del polpastrello.
2. Anatomia e fattori di rischio
Il perionichio comprende le pliche ungueali prossimale e laterali, l'eponichio, la cuticola e l'iponichio.
La paronichia rappresenta circa il 35% delle infezioni della mano ed è più frequente nelle donne.
Diabete, immunosoppressione, terapia corticosteroidea, chemioterapia e alterazioni dell'adesione della lamina ungueale possono aumentare il rischio di infezione.
3. Presentazione clinica e diagnosi differenziale
I sintomi tipici sono dolore pulsante, eritema e tumefazione a livello della plica ungueale, talvolta associati a secrezione purulenta. La febbre è rara.
L'anamnesi evidenzia spesso un trauma periungueale recente, onicofagia o una manicure.
È fondamentale distinguere la paronichia acuta da altre condizioni:
Patereccio erpetico: presenza di vescicole; il drenaggio chirurgico è controindicato.
Felone: dolore e tumefazione prevalenti a livello del polpastrello.
Paronichia cronica: decorso protratto, spesso associato all'esposizione ripetuta all'acqua e a dermatite irritativa.
Altre diagnosi: onicomicosi, tumore glomico, melanoma, tofo gottoso.
4. Esame clinico e accertamenti
L'esame deve stabilire se il pus è localizzato nella plica ungueale oppure al di sotto della lamina, poiché tale distinzione condiziona il trattamento.
La diagnosi è prevalentemente clinica. L'eventuale materiale purulento può essere sottoposto a coltura.
L'ecografia può essere utile per identificare una raccolta ascessuale; la radiografia è indicata quando si sospettano lesioni ossee, fratture, osteomielite o patologie articolari.
Gli esami ematici sono riservati ai casi con sospetto interessamento sistemico.
5. Trattamento conservativo
In assenza di ascesso, il trattamento si basa su immersioni in acqua tiepida più volte al giorno e, quando indicato, terapia antibiotica sistemica diretta contro i patogeni più probabili.
La scelta dell'antibiotico deve tenere conto del contesto clinico, dell'eventuale onicofagia e della possibile presenza di Staphylococcus aureus meticillino-resistente (MRSA).
6. Trattamento chirurgico
In presenza di ascesso, è indicato il drenaggio in anestesia digitale, mediante scollamento della plica ungueale dalla lamina con uno strumento adeguato.
L'incisione della plica prossimale va limitata ai casi in cui sia necessaria per drenare la raccolta.
In caso di pus subungueale, può essere necessaria la rimozione parziale della lamina sovrastante.
Dopo il drenaggio, medicazioni e successivi bagni locali completano il trattamento. L'antibioticoterapia sistemica viene valutata in base al quadro clinico e ai fattori di rischio.
7. Complicanze e prognosi
Le possibili complicanze comprendono estensione al polpastrello, osteomielite, recidiva e deformità ungueali.
La prognosi è generalmente favorevole, con risoluzione rapida nella maggior parte dei casi.
Le evidenze disponibili sono tuttavia limitate: non esistono studi di elevata qualità che definiscano in modo univoco il miglior antibiotico, la tecnica di drenaggio ottimale o il ruolo delle immersioni locali.
8. Messaggi chiave
L'eventuale raccolta purulenta guida il trattamento: terapia conservativa nelle forme senza ascesso, drenaggio nelle forme ascessuali e rimozione parziale della lamina quando è presente pus subungueale.
Escludere il patereccio erpetico: non deve essere inciso né drenato chirurgicamente.
Riconoscere le forme croniche: richiedono un approccio differente, con riduzione dell'esposizione agli irritanti e trattamento mirato.
Individuare precocemente le complicanze: un'estensione dell'infezione ai tessuti profondi o all'osso richiede un approfondimento diagnostico e terapeutico.
Il contenuto completo, con immagini anatomiche, schemi diagnostici e tabelle terapeutiche, è disponibile sul sito di Hand Surgery Resource.


